Legge regionale 23 gennaio 1986, n. 8.

Legge regionale 23 gennaion. Regolamento precedente. Statuto precedente. Link di salto:. Utility: glossario - mappa - Versione Italiana. La manifestazione ha cadenza biennale e si articola secondo i programmi definiti, di volta in volta, in accordo con il Ministro degli Affari Esteri e con le rappresentanze diplomatiche in Italia dei Paesi d'Europa interessati, che formano un organismo permanente di consultazione con sede presso l'ufficio di rappresentanza della Regione del Veneto in Roma.

Alla realizzazione della manifestazione sono proposti un Comitato d'iniziativa e un Consiglio esecutivo. Il Consiglio esecutivo ha il compito di adottare tutti i provvedimenti amministrativi e finanziari inerenti la organizzazione e la gestione della manifestazione e di curare i relativi adempimenti, utilizzando anche le strutture e gli uffici della Giunta regionale, relazionandone periodicamente al Comitato d'iniziativa. Il Consiglio esecutivo si avvale delle prestazioni professionali di consulenti esterni, esperti nei vari settori interessati, nominati dal Presidente della Giunta regionale in numero massimo di dieci, in base ai criteri previsti dall'articolo 3 della legge regionale 3 agoston.

All'onere di L. ISTAT 1. Note legali e privacy Social Media Policy. Link di salto: -. Contenuti: Legge regionale 23 gennaion.Legge regionale 23 gennaion. Norme urgenti concernenti la proroga dei termini previsti dagli artt. Il termine fissato dall'art. Alla stessa data e' prorogato il termine per il trasferimento effettivo delle funzioni socio-assistenziali alle Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali di Torino stabilito dall'art.

Entro 90 giorni dalla scadenza del termine di cui ai precedenti commi, qualora non vi abbiano gia' provveduto, i Comuni compresi negli ambiti territoriali nei quali sia costituita l'associazione dei Comuni o nei quali la gestione competa alla Comunita' Montana, nonche' il Comune di Torino, provvedono a mettere a disposizione funzionale delle Unita' Socio-Sanitarie Locali, mediante idoneo provvedimento formale, il personale gia' destinato direttamente o indirettamente ai servizi socio-assistenziali che gli stessi Comuni possono continuare ad esercitare in forza di quanto disposto dal presente articolo e ad assegnare i beni e i finanziamenti necessari per provvedere all'esercizio dei servizi medesimi.

B della L. Qualora all'entrata in vigore della presente legge non sia ancora avvenuta la riconversione, le UU. In tale programma dovranno essere fissati i tempi, intermedi e finali, le modalita', le procedure organizzative e le risorse necessarie alla riconversione della struttura, secondo le indicazioni del Piano Socio-Sanitario e, in particolare, del p.

B sopracitato. Il programma verra' sottoposto alla Giunta Regionale per il giudizio di congruita' al Piano Socio-Sanitario Regionale. La Giunta Regionale procedera' all'approvazione, tenuto anche conto della gradualita' dei tempi e delle modalita' di attuazione, in relazione alle risorse disponibili ed alle indicazioni della legge 23 ottobren.

Banca Dati Normativa

La Giunta Regionale, nell'approvare il programma dell'U. Decorso inutilmente il termine del 28 febbraio nessun programma di riconversione ai fini sanitari potra' essere preso in considerazione dalla Giunta Regionale. Nelle more della ridefinizione degli ambiti territoriali delle Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali per adeguarli a quelli delle Circoscrizioni di Torino, ai sensi del penultimo comma dell'art. La presente legge e' dichiarata urgente ed entra in vigore nel giorno stesso della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, ai sensi dell'art.

Consiglio regionale del Piemonte.Norme per l'attuazione del diritto allo studio nell'ambito universitario. Principi generali. La Regione garantisce il diritto allo studio nell'ambito universitario inteso a rimuovere, in attuazione dell'art. Tipologia degli Interventi. Per garantire il diritto allo studio nell'ambito universitario si provvede mediante:.

Destinatari - Categorie protette. Destinatari delle varie forme di assistenza, fatte salve le specifiche regolamentazioni di cui ai successivi articoli della presente legge sono:. Gli studenti appartenenti alle categorie protette previste dall'art.

leggi regionali a testo vigente

Enti Regionali per il diritto allo studio Universitario di assistenza diretta in servizi, anche attraverso la dotazione, su richiesta degli interessati, di attrezzature specialistiche e materiale differenziato, fino al compimento del corso di studi intrapreso.

Tali interventi sono cumulabili con l'eventuale attribuzione di assegno di studi in servizio o in danaro. Assetto istituzionale. Ente regionale per il diritto allo studio universitario.

Per tanto sono istituiti:. Salerno 1. Gli organi dell'E. In casi straordinari ed urgenti, il Presidente o, in caso di impedimento, il Vice Presidente, ove non sia possibile convocare il Consiglio adottano, su proposta del Direttore Generale dell'Ente, i provvedimenti di competenza del Consiglio, ad eccezione degli atti a contenuto generale, sottoponendoli a ratifica in occasione della prima adunanza del Consiglio 2. Composizione del Consiglio di Amministrazione.

I Consigli di Amministrazione degli E. Svolge le funzioni di Segretario il Direttore Generale dell'Ente. I Consiglieri sono nominati decreto del Presidente della Giunta regionale e durano in carica tre anni. Il Presidente della Giunta regionale, in sede di prima attuazione, invita gli Enti interessati alla designazione o elezione dei componenti innanzi elencati, fissando il termine di giorni entro il quale devono pervenire le indicazioni.

Trascorso tale termine, costituisce, con proprio decreto, il Consiglio di Amministrazione degli E. In tal caso, le liste dovranno essere uniche per ciascun corpo elettorale. Compiti del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione dell'E.

L'elezione del Presidente avviene sulla base di candidature fatte pervenire alla presidenza dell'E. Il Consiglio inoltre, delibera:. Funzionamento del Consiglio di Amministrazione.

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La convocazione del Consiglio deve avvenire per iscritto almeno tre giorni prima della riunione, salvo il caso di urgenza, con l'indicazione degli argomenti all'ordine del giorno. I componenti del Consiglio non possono prendere parte al voto nelle questioni che li riguardano personalmente o che riguardino loro parenti ed affini entro il quarto grado. I verbali delle riunioni, numerati progressivamente per argomento, devono essere trascritti in appositi registri e conservati nella raccolta degli originali.

Ogni verbale deve essere firmato dal Presidente e dal Segretario.

legge regionale 23 gennaio 1986, n. 8.

Ulteriori particolari norme per il funzionamento del Consiglio saranno fissati nello Statuto dell'Ente. Al Presidente, al Vice Presidente ed ai Consiglieri spetta per ogni giornata di riunione il trattamento previsto dalla normativa regionale rispettivamente per il Presidente, il Vice Presidente e i componenti delle Sezioni Provinciali del Comitato regionale di controllo sugli atti degli Enti locali.

Indirizzo e vigilanza. Il Consiglio regionale, oltre le competenze previste in altri articoli della presente legge, formula le direttive generali da osservarsi da parte degli E. Direttore Generale dell'E.La presente legge detta norme per la predisposizione ed adozione, ove necessario, dei piani regionali di risanamento atmosferico previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 marzo La Giunta regionale, anche su segnalazione dei Comuni interessati e delle Province, previa proposta del Comitato regionale contro l'inquinamento atmosferico C.

Le Province provvedono ad effettuare nelle zone individuate ai sensi del primo comma il rilevamento delle immissioni. Per l'esercizio dei compiti concernenti il controllo delle immissioni ed il catasto delle emissioni, le Province potranno avvalersi sotto l'aspetto tecnico anche dei presidi multizonali di igiene e prevenzione di cui alla legge regionale 16 novembren. Ai fini di cui al precedente comma le Province possono addivenire a forme di collaborazione con i Comuni per la parte di competenza a questi attribuita dalla normativa vigente in materia di controlli dell'inquinamento atmosferico.

La prima individuazione delle zone indicate al precedente primo comma, deve avvenire entro 90 giorni dall'insediamento del Comitato regionale contro l'inquinamento atmosferico. I piani regionali di risanamento atmosferico provvedono, tra l'altro, a: a individuare le sostanze che, pur non comprese nella tabella allegata al D. Ai medesimi fini, il potere attribuito al Prefetto dall'art. Anche successivamente all'adozione dei piani regionali di risanamento atmosferico di cui al precedente art.

E' istituito presso la Giunta regionale il Comitato regionale contro l'inquinamento atmosferico. Spetta, in particolare, al suddetto Comitato: a esercitare i compiti ad esso demandati dalla legge 13 luglion. Le funzioni di segreteria del Comitato sono svolte da personale regionale in servizio presso il Dipartimento Ambiente e Territorio designato dal Dirigente Generale.

Gli esperti di cui alla lettera d del comma 1 sono designati dal Consiglio Regionale, anche in caso di sostituzione per qualsiasi motivo. I componenti del Comitato restano in carica quattro anni e possono essere riconfermati. I componenti che senza giustificazione rimangono assenti per tre riunioni consecutive vengono dichiarati decaduti dal Presidente del Comitato.

Le riunioni del Comitato sono valide con la presenza della maggioranza assoluta dei componenti il Collegio e le decisioni sono valide quando siano adottate con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti.

I lavori del Comitato sono disciplinati da un regolamento interno approvato dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta. Ai componenti di cui all'art. Ai componenti esperti di cui all'art. Le riunioni del Comitato devono essere svolte al di fuori del normale orario di servizio.

In attesa dell'espletamento della procedura prevista dall'art. Il Comitato provvisorio resta in carica fino alla definizione dell'atto di costituzione previsto dall'art. Nota bene: l'art 3 "norma transitoria" della legge regionale n. I componenti del Comitato costituito ai sensi dell'art. Il sostituto resta in carica fino alla scadenza del mandato del sostituto.Legge regionale 23 gennaion.

Stato di previsione dell'entrata Il totale generale delle entrate della Regione Piemonte per l'esercizio finanziario e' approvato in L. Sono autorizzati, secondo le leggi in vigore, l'accertamento e la riscossione dei tributi istituiti dalla Regione, ed il versamento, nella cassa della Regione, delle somme e dei proventi dovuti nell'anno finanziario Stato di previsione della spesa Il totale generale delle spese della Regione Piemonte, per l'esercizio finanziario e' approvato in L.

E' autorizzata l'assunzione di impegni di spesa entro i limiti degli stanziamenti di competenza dello stato di previsione della spesa per l'anno finanziario E' autorizzato il pagamento delle spese della Regione entro i limiti degli stanziamenti di cassa dello stato di previsione della spesa per l'annoin conformita' delle disposizioni di cui alla legge regionale 29 dicembren.

legge regionale 23 gennaio 1986, n. 8.

Quadro generale riassuntivo E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio per l'anno finanziario con gli allegati prospetti I e 2 di cui all'articolo 33, della legge regionale 29 dicembren. Bilancio pluriennale E' approvato il bilancio pluriennale della Regione per il periodoallegato alla presente legge.

Riclassificazione della spesa Sono approvati, ai sensi dell'articolo 32, penultimo ed ultimo comma della legge regionale 29 dicembren. Spese obbligatorie e d'ordine Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 38 della legge regionale 29 dicembren.

Variazioni di bilancio Il Presidente della Giunta Regionale e' autorizzato ad apportare, ai sensi dell'articolo 15, primo comma, della legge 19 maggion.

Garanzie prestate dalla Regione E' approvato ai sensi dell'articolo 50 della legge regionale 29 dicembren. Garanzia fidejussoria nell'interesse della S.

Pagamenti mediante aperture di credito E' approvato, ai sensi dell'articolo 63 della legge regionale 29 dicembren. Fondi globali Ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 41 della legge regionale 29 dicembren.

Fondo di riserva di cassa Il fondo di riserva di cassa di cui all'articolo 40 della legge regionale 29 dicembren. Autorizzazione a contrarre mutui a ripiano del disavanzo Per far fronte al disavanzo esistente fra il totale delle spese di cui si autorizza l'impegno ed il totale delle entrate che si prevede di accertare nel corso dell'esercizio finanziarioe' autorizzata, ai sensi dell'articolo 48 della legge regionale 29 dicembren.

La Giunta Regionale e' autorizzata a provvedere alla stipulazione dei mutui predetti nei limiti, alle condizioni e con le modalita' previste dal presente articolo. Agli oneri derivanti dall'ammortamento dei mutui di cui al presente articolo, previsti in L.

leggi regionali a testo storico

Le spese al cui finanziamento e' possibile provvedere mediante l'assunzione dei mutui a pareggio del bilancio di previsione per l'anno sono quelle iscritte, nello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo, ai capitoli numero:,,, Contributo all'Ente Regionale di Sviluppo Agricolo del Piemonte Il contributo di cui all'articolo 17, lettera b della legge regionale 24 aprilen.Legge regionale 23 gennaion.

Testo coordinato. Beni regionali 1. I beni della Regione si distinguono in demanio pubblico e beni patrimoniali, secondo le norme del codice civile. Inventari 1. I beni della Regione sono descritti in appositi inventari secondo le norme contenute nei successivi articoli. I beni mobili debbono essere dati in consegna a funzionari responsabili. La consegna si effettua per mezzo di inventari.

Demanio pubblico della Regione e suo regime giuridico 1. I beni della specie di quelli indicati dal secondo comma dell'art. Il medesimo regime si applica ai diritti reali che spettano alla Regione su beni appartenenti ad altri soggetti, quando i diritti stessi sono costituiti per l'utilita' di alcuno dei beni previsti dal comma precedente o per il conseguimento di fini di pubblico interesse corrispondenti a quello a cui servono i beni stessi.

Patrimonio della Regione 1. I beni appartenenti alla Regione, che non siano della specie di quelli previsti dall'articolo precedente, costituiscono il patrimonio regionale. Essi si distinguono in immobili e mobili, ed in indisponibili e disponibili. Patrimonio indisponibile e suo regime giuridico 1. Fanno parte del patrimonio indisponibile della Regione le foreste, le cave e le torbiere, quando la disponibilita' ne e' sottratta al proprietario del fondo, le acque minerali e termali.

I beni di cui al precedente comma sono soggetti ai vincoli previsti dall'art. Fanno parte del patrimonio indisponibile della Regione gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi e gli altri beni destinati a un pubblico servizio. I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione se non nei modi stabiliti dalla presente legge.

Passaggio di beni dal demanio al patrimonio 1. I beni di demanio pubblico che cessano dalla loro destinazione all'uso pubblico passano al patrimonio della Regione. Il passaggio deve essere dichiarato dalla Giunta Regionale con apposita deliberazione da pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione. Patrimonio disponibile 1. Tutti gli altri beni patrimoniali della Regione non compresi fra quelli rientranti nel patrimonio indisponibile, fanno parte del patrimonio disponibile.

I beni del patrimonio disponibile sono soggetti alla disciplina della presente legge.

legge regionale 23 gennaio 1986, n. 8.

Passaggio di beni dal patrimonio indisponibile al patrimonio disponibile 1. I beni patrimoniali indisponibili che cessano dalla loro destinazione a un pubblico servizio o che non abbiano ne' possano avere particolare destinazione passano al patrimonio disponibile della Regione.

Il passaggio deve essere dichiarato dalla Giunta Regionale con apposita deliberazione da pubblicare nel Bollettino Ufficiale della Regione. Inventario dei beni demaniali 1. L'inventario dei beni di demanio pubblico regionale consiste in uno stato descrittivo desunto dai rispettivi catasti, e, per quelli trasferiti dallo Stato, dai rispettivi decreti di trasferimento e dai conseguenti verbali di consegna.

L'inventario deve contenere anche l'indicazione delle eventuali concessioni assentite sui beni. E' tenuto altresi' uno schedario descrittivo dei beni medesimi.Legge regionale 23 gennaion. Contenuti della legge La presente legge disciplina l'attivita' della Regione e degli Enti locali sul sistema dei trasporti, come definito al successivo art. Pianificazione del sistema dei trasporti La Regione riconosce al sistema dei trasporti e delle comunicazioni il carattere di servizio sociale e di strumento essenziale per il conseguimento degli obiettivi fissati dalla programmazione economica nazionale e regionale, e dalla pianificazione territoriale.

La Regione promuove una pianificazione del trasporto di persone e di merci, integrato tra servizi ed intrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e lacuali, tale da: a assicurare l'accessibilita' delle persone alle occasioni di lavoro, studio ed altre relazioni, tenendo conto anche del disposto di cui al secondo comma dell'art. Attribuisce, inoltre, ad un razionale assetto del sistema dei trasporti la funzione di riferimento per: 1 la qualificazione del sistema produttivo; 2 il risparmio energetico e la ricerca tecnologica; 3 il riequilibrio territoriale e la salvaguardia dell'ambiente naturale; 4 il controllo della spesa pubblica.

Scale funzionali di comunicazione e classificazione dei servizi di linea I vari modi di trasporto individuale e collettivo, sono considerati come elementi di un sistema unitario, che tiene conto delle seguenti scale funzionali di comunicazione: a internazionale e nazionale, comprendente le strutture aeroportuali, le grandi direttrici ferroviarie e stradali di collegamento con i Paesi confinanti e la restante parte del territorio nazionale contermine; b regionale, comprendente i collegamenti tra le aree dei bacini di trasporto; c di bacino, comprendente i collegamenti fra i poli interni al bacino; d locale, comprendente i collegamenti integrati ai precedenti.

Nell'ambito del trasporto collettivo, si intendono trasporti pubblici locali i servizi adibiti normalmente al trasporto di persone e di cose effettuato in modo continuativo o periodico, con tariffe, orari, frequenze e itinerari prestabiliti, ad offerta indiscriminata. Sotto il profilo funzionale i servizi sono cosi' classificati: 1 urbani, quando si svolgono nell'ambito del territorio comunale con alte frequenze e brevi intervalli tra le fermate, e mediante integrazione con i servizi di trasporto delle linee automobilistiche di bacino e con i servizi su rotaia; 2 suburbani, quando si svolgono tra un centro ed altri minori ravvicinati tra loro, anche senza continuita' di abitato, e per i quali l'avvicendamento dei passeggeri comporti una permanenza sul mezzo relativamente breve; 3 interurbani, che si svolgono nel territorio di piu' Comuni; 4 interregionali, che si svolgono in parte nel territorio di altre Regioni.

Controllo pubblico sull'attivita' di trasporto Per quanto concerne l'attivita' di trasporto la Regione riconosce nel controllo pubblico sull'esercizio e sulla formazione dei bilanci, la forma piu' valida per adeguare il sistema alle finalita' di cui all'art.

Ogni gestione deve essere improntata a criteri di efficienza e pertanto gli interventi finanziari di sostegno sono commisurati in modo da stimolare tale efficienza, con l'obiettivo di conseguire l'equilibrio economico dei bilanci di gestione dei servizi. Gli interventi finanziari regionali sono, inoltre, vincolati a criteri di verifica degli obiettivi del piano regionale dei trasporti e del suo programma di attivita' e di spesa, di cui ai successivi articoli della presente legge, mediante flussi informativi costanti tra i momenti programmatorio, amministrativo, e di gestione degli interventi e dei servizi.

Soggetti del decentramento La Regione delega alle Province le funzioni amministrative di cui al successivo art. Bacini di trasporto Ai fini dell'organizzazione dei servizi di trasporto pubblico il territorio regionale e' articolato in bacini di trasporto. Per bacino di trasporto si intende un'area entro la quale si attua un sistema di trasporto pubblico integrato e coordinato in rapporto ai fabbisogni di mobilita' e la cui dimensione risulti piu' conveniente per economicita', efficienza e produttivita'.

La individuazione dei bacini di trasporto e le relative modificazioni sono operate in sede di schema di piano provinciale e approvato dalla Regione contestualmente al piano regionale dei trasporti. I bacini di trasporto rappresentano, inoltre, un'articolazione funzionale a rilevanza territoriale ed organizzativa nell'ambito provinciale e costituiscono il riferimento per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti assegnati alla Provincia ed agli altri Enti locali, dalla presente legge.

Organizzazione del decentramento regionale Istituzione della Assemblea dei Sindaci Sono istituite, nell'ambito delle circoscrizioni provinciali, le Assemblee dei Sindaci dei Comuni appartenenti ai bacini di trasporto cosi' come individuati nell'articolo precedente. La Regione, d'intesa con la Provincia ed i Comuni interessati, puo' istituire piu' Assemblee di Sindaci all'interno del medesimo bacino di trasporto. La Provincia, in accordo con i Comuni interessati, insedia, con propria deliberazione, l'Assemblea dei Sindaci di cui al presente articolo.

Sino alla costituzione dell'Assemblea, la Provincia esercita comunque le funzioni regionali delegate. L'attivita' connessa allo svolgimento delle funzioni delegate si realizza con gli uffici e le strutture operative delle Province appositamente organizzate in bacino di trasporto, come definiti dall'art.

Funzione dell'Assemblea dei Sindaci L'Assemblea dei Sindaci ha funzioni di iniziativa, impulso e consultazione per l'esercizio dell'attivita' delegata alla Provincia, secondo le procedure previste dalla presente legge. Svolge azione di raccordo tra i Comuni e tra questi e la Provincia ed inoltre: - Esprime parere obbligatorio sulle proposte di piani e programmi che vengono sottoposti dalle Province prima della definitiva approvazione. Le Assemblee devono esprimere i pareri obbligatori entro 60 giorni dal ricevimento del piano e del programma.

Nei successivi 30 giorni le Province sono tenute a motivare l'eventuale rigetto delle osservazioni pervenute.


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